venerdì 30 novembre 2012

Pretese!


Di "Libera Mente"

                                                                                          photo: Martina Hoogland Ivanow

Ecco, allora posso dirlo, io creo.
E il rumore che fanno le ruote della mia bici sulle foglie io non lo scordo. E il mio pensiero che si catalizza lì, su quel rumore, su quel rumore e sul pensiero che basta una buca e il mio sellino si storce e che “devocambiartibullonebicidimmerda”.
Allora posso dirlo, io creo.
E non scordo il cellulare che squilla nella tasca e il mio essere troppo fifona, troppo fifona o troppo distratta, e lo so che se prendo quel cellulare io volo, in quel momento posso dirlo, volo, e senza metafore.
Io ti amo. Ci sono tanti perché e percome, talmente tanti che alla fine non ne serve neanche uno, e allora posso dirlo, io ti amo, e basta questo a giustificare il fatto che io lo dica, e lo dico e non lo scordo, il suono della tua pelle mentre dico io ti amo.
Posso dirlo, allora, che io ascolto.
E allora ascoltami tu, perché posso dirlo, posso dirlo: ascoltami – e lo dico. Ascolta la mia voce, il mio cuore, le mie mani e la mia figa, posso dirlo allora, ascoltami, perché ogni cosa è a te che parla.
Allora posso dirlo, da qualche parte lo dico, senza urlarlo, lo dico e ne ho paura, ma posso dirlo questa volta, lo dico: amami anche tu.

6 commenti:

  1. Master E, sarebbe bello leggere anche il tuo punto di vista, come "risposta" a questo scritto di LiberaMente

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  2. Concordo con "l'accusa" che mi è stata più volte rivolta di non metter i miei sentimenti e le mie emozioni nei miei scritti ... e anche questa volta farò così. Poche persone è giusto che le conoscano e loro le conoscono. Sarà pudore d'emozione, sarà imbarazzo forse, o più semplicemente boh ... ma è così

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  3. io dico sempre che voltarsi a volte ne vale la pena

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