sabato 16 marzo 2013

Sogni, desideri, attese … Realtà!







L’attesa ed il piacere dell’inatteso…..
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Ancora davanti a Lui
La tensione dell’attesa che ti insegue da giorni
Immaginando
Desiderando
Aspettando questo incontro
Tu
Che lentamente apri la portiera della Sua auto
Sali
In silenzio
Aspettando un saluto
Un cenno
Ma …nulla
Il Suo sguardo fisso sulla strada
Mentre l’auto corre
Rallenta appena imboccando l’autostrada
Quel silenzio che ti pesa
Quella voglia che si fa quasi intollerabile
Mentre stringi nervosamente le mani raccolte in grembo
E già il solo lieve sfiorarti le cosce attraverso l’abitino leggero ti da brividi perversi
Aspettando…
la Sua mano che si muove
Nel silenzio
Sfiora il tuo collo
Mentre pieghi la testa lentamente per meglio gustare quel gesto
Scende ad accarezzarti la gola
E le tue mani, d’istinto, premono più forte sul ventre
Scende piano la Sua mano
A slacciare il primo bottone dell’abito
Il secondo
Il terzo
Lasciando il tuo seno libero di occhieggiare spudoratamente
Le dita si insinuano sotto la stoffa
Sfiorano la pelle
Senti i capezzoli rispondere a quel tocco, indurirsi , sensibili
E il tuo respiro crescere
Ad occhi chiusi
D’istinto il tuo bacino inizia una danza spudorata, ondeggiando piano sul sedile, premendo contro le tue mani chiuse a pugno
La tua bocca si schiude su soffi di voglia
E le Sue mani insistono
Cercano
Pretendono
Trovando la pelle calda delle tue cosce
Risalendo lente
Ancora su quell’abito
A slacciare l’ultimo bottone
Il penultimo
A scostare i lembi di tessuto
Liberando la tua pelle, mostrandola
E ora la danza spudorata del tuo bacino si fa frenetica
Il respiro ansante
le Sue dita accarezzano la pelle morbida all’interno delle cosce
Salgono lente
Lui sa quanto ami ed odi quella lentezza sfinente
La ami per i brividi e la tensione che fa crescere in te
La odi perché vorresti che quella mano si facesse dura
Decisa
Che prendesse con furia
Che ti usasse
E sai che accadrà…
Quando Lui deciderà
Ma vorresti che accadesse ora
Che quelle dita strappassero quello slip fradicio
Che prendessero la tua voglia
Che frugassero in te, come da troppo aspetti
Facendoti gemere e chiedere
…….
Il rumore sommesso dell’auto che corre
La Sua mano schiude le tue cosce
Il tuo odore di femmina ti avvolge
Mentre le Sue dita cercano e trovano il tuo slip
Lo sfiorano
Lo premono
E i primi gemiti sfuggono dalle tue labbra
Le Sue dita si bagnano del tuo odore, del tuo sapore
scostano quel tessuto umido
scivolano lente tra le labbra sensibili e umide
Mentre ti spingi in avanti sul sedile
A cercarle
A cercarLo
Le cosce spalancate
Il ventre che si solleva in piccoli scatti …
Ma sfuggono quelle dita
Si allontanano
Ti lasciano
Una smorfia di disappunto sul tuo viso…
Tornano quelle dita
Davanti al tuo viso
A farti sentire il tuo profumo di donna
A donare alle tue labbra il tuo sapore di femmina
Tornano quelle dita
Severe ora, finalmente
A scivolare sotto la stoffa dell’abito
A prendere il tuo seno
A stringere i tuoi capezzoli
Con forza
E … senza più alcun pudore
le tue mani premono con forza sul tuo sesso
In una lenta masturbazione
E la Sua voce ora che scoppia nella tua testa
Una sola parola
Attesa e desiderata … forse …
“toccati”
e subito le tue mani si insinuano nello slip fradicio
si muovono sulla tua voglia
la inseguono
la sfidano
ancora quella voce
“guardami”
e i tuoi occhi si aprono
verso Lui, nei Suoi
i tuoi occhi velati di voglia
due leggere occhiaie scure a segnarli
mentre a bocca aperta
respiri al ritmo della tua mano
e l’auto rallenta
superando un autobus
rallenta ancora
alla stessa velocità di quell’autobus
e sai che chiunque
affacciandosi a quel finestrino … può vederti
capire
e a quel pensiero … la tua mano si fa perversamente frenetica
solo suoni gutturali smorzati sfuggono alle tue labbra
i tuoi occhi che non lasciano i Suoi mentre le tue dita masturbano
tra imbarazzo e piacere ….
E di colpo la Sua mano tra i tuoi capelli
Afferrandoli con forza
a piegarti sul Suo ventre
il Suo sesso ancora trattenuto dai pantaloni
gia gonfio di voglia
e quell’autobus … vicino
così vicino
…..
e l’auto rallenta ancora
ancora
ancora
mentre la Sua mano ti solleva
il viso acceso
di imbarazzo
vergogna
…voglia
e vedi una piazzola di sosta
pochi radi alberi
strisce di asfalto caldo
auto che passano o si fermano
l’auto si arresta, i Suoi occhi sempre nei tuoi
fissandoti
il rumore della zip che scende
la Sua mano che stringe il Suo sesso, turgido, gonfio di voglia pulsante
ora i tuoi occhi sono calamitati li
ora la tua lingua scivola a bagnare le tue labbra
quasi già potessi sentire il Suo sapore
ora… vorresti…
vorresti quel sapore sulle tue labbra
vorresti quel cazzo in fondo alla gola
vorresti poterlo chiedere
chiedere di soffocarti
scoparti
fotterti la gola
e ancora quella voce
ancora una sola parola, attesa … voluta …
“succhiami”
e la tua bocca lo avvolge, stringendolo piano tra le labbra
la saliva lo scalda
la lingua lo cerca
le Sue mani si fanno decise, possessive
stringendo il tuo capo
premendoti con forza contro di Lui
il Suo sesso possiede la tua gola
la prende
la fotte
muove la tua testa al ritmo che sceglie
e nulla più importa
non importa dove siete
non importa se auto passano lente accanto
non importa se il tuo seno ormai sfugge completamente da quell’abito slacciato
non importa se quello slip zuppo ormai è una dolce tortura tra le tue cosce
ora gusti quel sapore
ora lasci che ti scopi in gola
come ami, perversamente
più forte
più a fondo
ancor di più
sollevando il capo per un attimo
tra saliva e respiri ansimanti
e di nuovo in te
in fondo alla tua gola
e ancora sollevi il capo
e parole ti sfuggono in un sospiro
“scopami, ti prego scopami, ora, qui, subito”
stringe con forza i tuoi capelli
il tuo viso vicino al Suo cazzo, ma solo vicino
a farti inebriare dal Suo odore, a fartelo desiderare …ancora ….
cerca i tuoi occhi
lo sai
lo senti
li sollevi piano nei Suoi
ma già sai che quel tuo aver chiesto
non farà che …prolungare l’attesa
il desiderio
la voglia
con un gesto brusco ti spinge sul sedile
l’auto riparte
mordi le labbra
tra rabbia, delusione, frustrazione
mentre il tuo corpo urla la sua voglia
mentre un seno sfuggito dal tuo abito mostra la tua voglia
con quel capezzolo turgido
eccitato
sensibile
mentre l’odore del tuo essere femmina colma l’aria
e aggiunge voglia alla voglia
l’auto riparte
in silenzio
e non osi guardarLo per non fargli leggere in te quella rabbia delusa
non osi sfiorarti, temendo che porterebbe ad altra attesa
o peggio…. Non riusciresti a non cedere al piacere
e le Sue mani tornano
lente e leggere
a sfiorare il seno ormai libero
a giocare piano tra le tue cosce
schiudendole
sollevando quell’abito
rivelando quello slip umido
…………
un autogrill
lentamente l’auto si dirige verso i distributori
trattieni il respiro
vedendoti con gli occhi della mente come altri ti vedrebbero
il seno mostrato dall’abito slacciato
le cosce schiuse su quello slip fradicio
il viso sconvolto dalla voglia ed umido di saliva ed umori
quella luce eccitata negli occhi cerchiati di voglia
trattieni il respiro
mentre quel distributore è più vicino ed il ragazzo già guarda verso voi
immagini cosa potrebbe pensare vedendoti
capendo
come potrebbe giudicarti forse
e perversamente la tua voglia aumenta ancora ..nel tuo imbarazzo
una accelerata lenta
…passando oltre
e senti, senza bisogno di guardarlo, quel sorriso sul Suo volto
e .. quell’esser fiero di te …
ma già la voglia torna, prepotente
accentuata da quella tensione appena passata
vorresti ancora il Suo sapore in bocca
vorresti ancora le Sue mani tra le cosce
vorresti …finalmente.. il Suo cazzo a scoparti
….
e l’auto si ferma finalmente
quasi inaspettatamente, mentre sei persa nei tuoi pensieri
quella porta
che si apre
che si chiude dietro voi
In quella stanza, il mondo chiuso fuori
Immobile davanti a Lui.
voi ed il mondo fuori
la Sua mano che torna a guidarti
il Suo sguardo che gia ti dice ciò che sai
e senza bisogno di nessuna parola sfili le scarpe
a piedi nudi su quel pavimento
la Sua mano decisa ti prende spingendoti contro la parete
ad occhi chiusi
e le Sue mani scivolano sul tuo corpo eccitato, sollevando brividi frenetici, terminano di slacciare quell’abitino
lasciandolo scivolare a terra
Solo quel minuscolo slip a coprirti
Già indecentemente umido della tua voglia
Le mani strette dietro la nuca
E la Sua voce, sussurrata e severa che chiede…
Ordina …
“in punta di piedi”
sollevi i talloni, i muscoli si contraggono, appoggiata alla parete
in attesa
mentre la tensione cresce in te
la tensione dell’attesa, sempre più violenta, nella tua mente
nel tuo corpo
minuti interminabili scorrono, lenti
rotti solo dal rumore del tuo respiro
sentendo il Suo sguardo su te
che accarezza, fruga, spia
e di nuovo quella voce chiede
ordina
di aprire i tuoi occhi
Lo vedi
seduto su una poltrona
impeccabile nell’abito scuro
la sigaretta che fuma lenta tra le dita
un bicchiere di cognac accanto
e i Suoi occhi
su te, in te
chiedendoti di avvicinarsi
parole sussurrate, eppure decise
che ti fanno fremere
pregustando e temendo
mentre lentamente muovi i primi passi
e ..
d’improvviso lo vedi alzare da quella poltrona
severi ora i Suoi occhi
duri
mentre si avvicino
ti fermi e la tua mente si vuota di colpo
chiedendoti … cosa hai sbagliato
perché ..
ma non hai il tempo di capire, turbinio di pensieri confusi in te
la Sua mano è già tra i tuoi capelli
severa
stringe
la Sua voce ti soffia in viso
“in punta di piedi”
e nel contempo ti guida ancora contro quella parete
la schiena appoggiata al muro
i muscoli che si contraggono per sollevare ancora i talloni
i tuoi occhi che si abbassano
ma la Sua voce che non ti da tregua
incalza
chiedendo se è forse così difficile obbedire
se è più semplice scegliere
o decidere tu
come avvicinarti
se
la fretta e la voglia d’essergli accanto è tale che ti fa scordare i Suoi ordini
se hai così fretta d’esser scopata come una cagna eccitata
o come una puttana che vuol librarsi di un cliente per passare all’altro
da scordare ciò che ti è stato ordinato …. “in punta di piedi” …
e non riesci che a scuotere il capo
negando, inghiottendo saliva
mentre le parole ti muoiono in gola
… si allontana da te
lasciandoti contro quella parete
sedendosi ancora in poltrona
fissandoti
ancora le mani dietro la nuca
in punta di piedi
contro quella parete
in attesa, rabbia e timore di averlo deluso
ancora le Sue parole che chiedono di avvicinarti
passi lenti.. esitanti in punta di piedi questa volta, in contrasto con l’urgenza di esser li davanti a Lui
imbarazzata dalle Sue parole di poco prima
e finalmente davanti a Lui
la Sua mano che scivola tra le tue cosce
che strappa di colpo quello slip
che sfiora il tuo ventre caldo, eccitato
che ti fa desiderare d’esser presa
la bocca schiusa su respiri sempre più ansanti
rapidi
l’urgenza del piacere
il bisogno del piacere
e sapere di dover attendere …ancora
spingendo spudoratamente in avanti il ventre
offrendogli la tua figa fradicia di voglia densa
sentendoti fieramente la Sua puttana
e finalmente quell’ordine: “in ginocchio”
scivoli a terra
la zip scende lenta
il Suo odore ti avvolge, ti inebria
lo gusti fino in fondo lasciandolo esplodere nel cervello
le Sue mani sul tuo capo
a stringerti con forza
mentre con occhi persi
lasci che il Suo cazzo scivoli sulla tua pelle
sul collo
sulla gola
sul seno eccitato
a ricoprire la tua pelle del Suo odore
sfiorando i capezzoli
la tua bocca schiusa che respira aria eccitata
mentre ti strusci su quel cazzo teso persa nell’estasi del desiderio
sentendolo battere severo sulle guance, sentendolo accarezzarti dolcemente il collo
e finalmente, ancora, il Suo sapore in te
sulle labbra, in fondo alla gola
ma… solo per un attimo
per ancora allontanarti
alzandosi in piedi
davanti a te
sai cosa vuole
le tue mani, tramanti dal desiderio lo spogliano lentamente
la tua lingua scivola sul Suo corpo, assaggiando la Sua pelle
gustandola
Lui davanti a te
Fissandoti mentre lecchi il Suo corpo
Lo cerchi
Con la bocca, con la mente, con il corpo
Le Sue mani
a sollevarti davanti a Lui
piegandoti in avanti
la Sua lingua lenta sulla tua schiena
scivolando sulle tue vertebre, contandole ad una ad una insieme ai tuoi brividi
Lui dietro te … prendendoti, di colpo, con forza
possedendoti
in fondo a te
con colpi lenti e profondi
ritmati
la voglia cresce
chiede
vorrebbe
quell’orgasmo troppo a lungo trattenuto ha bisogno di liberarsi
ma ancora non puoi
i colpi si fanno più rapidi
più decisi
mentre le mani stringono con forza i tuoi fianchi
a guidarti contro di Lui
vicino quel piacere
ancora più vicino
intollerabile quell’attesa
fino a sentire la tua voce
implorare il piacere
chiederlo in sussurri gementi
chiedere ancora al limite della resistenza
mentre come in un mantra crudele la Sua voce ripete
…. “non ancora… non puoi… non devi…”
e guida la tua mano a cercare il clitoride turgido
a muovere le tue dita a torturarlo dolcemente
a far crescere ancor più desiderio e voglia
mordi le labbra stringi i pugni
il tuo corpo protesta per quell’attesa
ma non vuoi cedere
attendi … al limite … oltre il limite
i Suoi colpi rallentano
si fanno lenti
ma non per questo meno eccitanti
esce piano da te
immagini quel sesso lucido di voglia
lo senti sfiorare le natiche
tornare a prenderti
uscire ancora
lasciandoti immobile in quella posizione oscena
china in avanti
il tuo sesso esposto
mostrato
pulsante e caldo
in attesa
movimenti e rumori dietro te
un tappo di champagne che salta
la gelida carezza della bottiglia sulla tua schiena
brividi violenti…
gocce di vino sulla tua pelle che scivolano sulle natiche
la Sua lingua a raccoglierle
e ancora la lenta carezza di quella bottiglia ghiacciata sulla pelle
che contrasta col calore del tuo corpo
che scende
dalla schiena
sulle natiche
tra le natiche
facendoti sussultare nell’attesa
scende ancora
ad accarezzare le labbra gonfie ed umide di voglia
il collo di quella bottiglia ….
spinge
apre
schiude
..entra…
di colpo inizia una danza frenetica in te
a fondo
con forza
rapida
ancor più rapida
verso il tuo limite
oltre il tuo limite
e…. quel vino spumeggiante…. Esplode in te
con violenza il suo getto colpisce il tuo utero
con forza eccitante
ti riempie
ti colma
cola
a scuoterti in qualcosa di inarrestabile
e tra la nebbia del piacere finalmente la Sua voce che sussurra
“ora piccolina, ora puoi”
e urli il tuo piacere
che cola tra le cosce
unito a quello champagne
ancora
piacere attraverso il piacere
ancora
orgasmo attraverso l’orgasmo
ancora oltre
verso piaceri mai raggiunti
la Sua bocca ti beve, ti succhia, ti lecca
colpendo quel clitoride eccitato
con colpi rapidi
decisi
che sollevano brividi e spasimi
nell’apnea del piacere
tra i suoni gutturali che sfuggono alla tua gola
in un orgasmo infinito
ma … non basta
Lui dietro te
il Suo sesso ora ..pretende altro
ora si insinua tra le tue natiche
ora si posa su quel buchino
ora spinge
forza
vuole
pretende
prende
oltre quell’attimo di dolore
oltre quel breve fastidio
oltre ..
in te
nelle tue viscere fino in fondo
tu, stupita del piacere che rinasce
della voglia che credevi appagata ed invece torna
violenta
che ancora chiede
e la tua voce che urla “inculami, fottimi, prendimi”
i colpi sono più decisi ora
più profondi nelle tue viscere
fino ad accompagnarti ad un nuovo inatteso orgasmo
che ti prende
violento
infinito
più profondi ancora quei colpi..
fino a strapparti da Lui
afferrando i tuoi capelli
costringendo il tuo viso contro il Suo ventre
la tua bocca si apre
si offre
si dona
gusti insieme il Suo sapore ed il tuo
nella tua bocca
che succhia vorace
che ora vuole mostrare come sai dare piacere
guidata dalle Sue mani
ancora
ancora
ancora
la tua bocca che si spalanca per accoglierLo completamente in te
a fotterti la gola, a toglierti l’aria
le tue labbra che si chiudono ad accarezzare e stringere
a succhiare
….
e finalmente il sapore del Suo piacere in te
tra le tue labbra
nella tua gola
sul tuo viso
ancora
ed ancora

per poi sollevarti piano
dolcemente stretta tra le Sue braccia
a Lui
i visi felici e fieri riflessi in quello specchio
Voi…...

Copyright maggio 2007

8 commenti:

  1. Ah ecco... Me lo ricordavo, quell'"In punta di piedi"... Cmq è sempre coinvolgente rileggerti.

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  2. Grazie.
    "te lo ricordavi" ???

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  3. Sì, ricordavo di aver letto quel particolare in un "vecchio" racconto, compreso l'errore di lei nella camminata subito dopo. Mi aveva colpita molto all'epoca. Il sito era eroxé o iomilu/raccontimilu, immagino.
    Infatti ero pronta a un commento di fuoco... Ma nell'ultima riga ho letto il riferimento al 2007, e ho apprezzato l'onestà di non spacciarlo per opera nuova.
    Spero di non aver dato adito ad altre interpretazioni.

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  4. nessuna interpretazione ...
    ma davvero mi vien da sorridere
    che vuol dire spacciare per nuovo? commento di fuoco?
    non ho mai detto che tutti sian racconti o vissuto nuovo, il vissuto attuale è raggruppato alla categoria passo dopo passo, ho più di 150 scritti in giro per il web e pian piano li sto raccogliendo qua, in questo che è il mio spazio, senza cercare di spacciar nulla per nulla.
    E se anche non avessi messo quell'ultima riga? che cambiava? mi sarei dovuto sentire in colpa perchè qualcuna/o leggendolo poteva dire "già letto" ..
    e allora? almeno io pubblico cose mie, pensa che altri copiano le mie spacciandole per proprie.

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  5. Oh... non entro nel merito di quanto sopra...

    Ma si vede che è tuo. Si sente. Dal ritmo, dalle parole. Dagli attimi, dall'attesa.
    Mi è piaciuto molto, come sempre...

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  6. Grazie Tiger, ma non penso che l'anonima amica volesse dire che non fosse mio, solo che lo aveva già letto ;-)

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  7. Letto nel 2007 e riconosciuto nel 2013: evidentemente aveva... lasciato il segno!
    Complimenti dunque all'autore.
    Mai dubitato che fosse suo, Tiger: lo stile è inconfondibile.
    L'"anonima amica".

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  8. eheh direi pure decisamente "pistina"
    grazie comunque "Anonima Amica". ;-)

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