Avatar!
Icone!
Che compaiono nel web come fantasmi inanimati,
Che prendono corpo,
Un corpo fatto di parole
Spesso vuote
Fasulle.
Avatar!
Icone!
Dietro cui si celano comunque Persone
Vere, vive
Fatte di pelle, ossa carne, sangue
A volte d’anima e cuore.
Avatar!
Icone!
Che posson diventare reali
Che posson mostrare sentimenti
Sinceri
Veri
Più di amicizie nate altrove
Più di amori nati altrove
Avatar!
Icone!
Che posson … sembrare … reali
Ma senza rivelare la loro vera anima
Mostrando sempre, comunque, un’anima fasulla che fanno credere vera,
Fatta di maschere che t’illudi di togliere
Che togli forse
Senza accorgerti che tolta quella maschera
Quello che ti viene mostrato altro non è che una seconda maschera
E una terza e una quarta,
Sfinente matrioska che indossa una pelle diversa a seconda dei momenti,
Delle convenienze, dei capricci, della noia, del caso.
Avatar!
Icone!
Che dicon parole con fasulla sincerità fingendole vere.
Parole che cambiano, con il loro cambiar d’abito, con il mutare delle maschere
pur restando incredibilmente simili.
“sempre” che in realtà sono dei “… forse”, sono dei “…per ora…”,
dei “… finchè mi fa comodo ...”.
Parole pronte ad esser rimosse in un attimo, dalla mente
e da quel surrogato di cuore, per ripresentarsi altrove,
simili, nella loro inutilità di parole senz’anima
dietro ad una maschera diversa, la più adatta e comoda per quel momento,
quella che ritengono più consona da mostrare al mondo per ciò che voglion far creder d’essere, apparire.
Parole vuote da mostrare ed offrire ad altri Avatar,
ad altre Icone altrettanto fasulle e vuote.
Mostrandosi artificialmente impeccabili.
Avatar!
Icone!
Che altre volte, inaspettatamente forse, si dimostrano stupendamente vere
Rivelando da subito quell’anima che c’è
Senza timori
Legandoti in meravigliose simbiosi fatte d’amicizia, feeling
Rispetto
Ho avuto la sfortuna di conoscer le prime
Ma l’immensa fortuna di trovare le seconde
Anche dietro un avatar, una icona.
Persone vere.
